“Nel continuo proliferare di immagini su social e web, che senso ha continuare a fotografare e ritrarre corpi nudi?
In occasione dell’uscita del numero dedicato a Milano della rivista Elska, un cult nell’editoria queer, Mauro Padula propone una riflessione sull’importanza del ritratto e, nello specifico, del nudo maschile: un tema che, tra fotografia e cinema, resta ancora oggi carico di tabù.
Nella storia delle arti visive, lo sguardo della fotocamera e della macchina da presa si è spesso articolato secondo dinamiche patriarcali e colonialiste. Pur essendosi evoluto nel tempo, questo linguaggio non ha mai scardinato del tutto concetti come l’oggettificazione e il potere dominante dello sguardo. Se il corpo femminile è stato storicamente sessualizzato e oggettificato, quello maschile è stato a lungo censurato o rappresentato, sia sul grande schermo che nello scatto fotografico, prevalentemente come simbolo di potere fallocentrico, eroismo o perfezione scultorea.
Consapevole di queste eredità , la fotografia di nudo ed erotica può tuttavia trasformarsi in uno straordinario strumento di liberazione per la comunità queer. Attraverso l’esposizione dei corpi, la valorizzazione delle molteplici individualità e la condivisione della sfera intima, il soggetto ritratto si riappropria della propria dignità . In questo processo, al fotografo spetta la responsabilità di creare uno “”spazio sicuro””, sottraendosi alle logiche di potere che l’atto stesso del fotografare rischia altrimenti di replicare.”
