GoldQueer è un progetto musicale pop elettronico ed EDM ideato da Matteo Massoli, artista con una formazione solida e trasversale. Matteo ha frequentato il Liceo Musicale, studiato teatro, musical e musica pop, e sperimentato nel corso degli anni numerosi generi musicali, costruendo un percorso artistico ampio e consapevole.
Nel suo cammino ha preso parte a contest e casting nazionali come X Factor, Amici e al casting ufficiale del musical Il Gobbo di Notre Dame, oltre a far parte di una band con cui ha maturato esperienza live, arrivando anche ad aprire concerti per band di livello internazionale come i Lacuna Coil.
Dopo la conclusione di questa esperienza, nel 2023 nasce l’alter ego GoldQueer, segnando una svolta artistica netta: un ritorno al pop elettronico come linguaggio principale, con un’identità più personale, libera e contemporanea.
GoldQueer è libertà.È il desiderio radicale di essere ciò che si è, senza giudizi, senza obiezioni, senza dover chiedere il permesso. È la voglia di essere ascoltati, di vivere circondati dalle persone che si amano, abbattendo barriere visibili e invisibili.
La musica di GoldQueer nasce dalla vita vera: dai bisogni, dai sogni, dalle fragilità e dalle emozioni che attraversano chiunque. Ogni canzone è uno specchio, perché se certe emozioni esistono dentro di lui, allora esistono anche negli altri. Non c’è finzione, non c’è maschera: c’è il tentativo sincero di raccontare l’esperienza umana in tutte le sue sfaccettature.
Ciò che rende GoldQueer diverso è la scelta consapevole di affrontare temi spesso evitati dalla musica mainstream, in particolare gli struggle vissuti dalle persone LGBTQIA+. Non per provocazione, ma per umanizzare. La paura nasce dalla non-conoscenza: raccontare significa creare empatia, trasformare la distanza in relazione, l’ignoto in realtà condivisa.
Prima ancora di essere un artista pop elettronico ed EDM, GoldQueer è un musicista che ha attraversato mondi diversi — blues, soul, jazz, rock, gothic, metal, musica classica — senza pregiudizi, con amore totale per la musica in ogni sua forma. Questo percorso rende il suo suono libero, fluido, privo di bias e di confini rigidi.
Il suo immaginario è un viaggio continuo: un’auto che percorre un’autostrada infinita, tra spiagge piene di vita, discoteche affollate, canzoni cantate a squarciagola anche se stonate. È il litigio su quale uscita prendere, la notte che finisce, il sole che rinasce all’alba, l’aria fredda sulla pelle. È la possibilità di perdersi e, se lo si desidera, tornare sempre a casa — da soli o con la persona che si ama.
L’estetica di GoldQueer vive in quella terra di mezzo che non è né giorno né notte: alba e tramonto, colori caldi e freddi che si mescolano, nulla di perfettamente definito. A volte diventa neon, fumo, fucsia e rosa caldo; altre volte resta sospesa, malinconica, cinematicamente fragile.
