Lil‌ ‌Nas‌ ‌X‌ ‌e‌ ‌la‌ ‌rivoluzione‌ ‌del‌ ‌nuovo‌ ‌artista‌ ‌queer‌ ‌ - MiX Festival Internazionale di Cinema LGBTQ e Cultura Queer

Il giorno in cui è uscito, ho visto il video di “Montero (Call Me By Your Name)” di Lil Nas X almeno cinquanta volte. Non mi capitava dal 2009, quando rimasi un giorno interno a riguardare “Bad Romance” di Lady Gaga. Ero un diciassettenne omosessuale di provincia alla disperata ricerca di riferimenti. E fronteggiavo la mancanza di artisti LGBTQIA+, popolari e fieri, con l’idolatria sfrenata per tutte quelle rappresentanze del pop che hanno accolto l’estetica queer (o meglio, se ne sono appropriate?) come parte del loro immaginario. Vedere una giovane popstar apertamente gay che, all’apice della carriera, racconta senza filtri di sesso e romanticismo queer sfidando la malcelata omofobia del settore, ha mandato fuori di testa l’adolescente di provincia rinchiuso nel sottoscala della mia mente. Ancora di più, vederlo debuttare al primo posto nella Billboard Hot 100, mi ha riempito il cuore di felicità.

Chi è Lil Nas X?

Ma andiamo con ordine. Per quelli di voi che negli ultimi tre anni hanno vissuto da naufraghi su un’isola deserta, faccio un recap della storia di Lil Nas X, emblematica per capire come sono cambiate le dinamiche del successo nel mercato discografico e la rappresentazione dell’identità sessuale tra artist* della Gen Z.

Nato nel 1999 ad Atlanta, Montero Lamar Hill sogna da bambino di diventare chirurgo cardiovascolare, prova con il college ma abbandona dopo pochi mesi per dedicarsi alla musica. Senza un soldo, una dimora fissa e il supporto della famiglia, inizia a studiare il mondo dei contenuti sul web. Su Facebook, Twitter e Vine crea una piccola community con cui condivide contenuti ironici e demenziali; a giugno 2018 pubblica su SoundCloud il suo “primo mixtape Nasarati, che non riesce però a raggiungere un successo stabile.

“Old Town Road”: tra critiche e successo

L’anno di svolta è 2019: scova un beat su YouTube del produttore Youg Kyo e lo compra per 30 dollari. Su quel beat costruisce “Old Town Road”, un pezzo country-trap che riporta il black cowboy nella cultura mainstream. Non può permettersi una promozione costosa, ma inizia a spingere il brano accompagnandolo a meme e a contenuti leggeri su Twitter e Tik Tok. È una strategia che ripaga. Nella primavera il pezzo diventa virale grazie al trend Yeehaw Challenge, entra nella Billboard Hot 100 e allo stesso tempo nella classifica Hot Country Songs.

Sono traguardi che permettono a Lil Nas di ricevere una proposta di contratto dalla Columbia, ma allo stesso tempo lo espongono a forti critiche. Una parte del pubblico rifiuta l’appartenenza del brano al genere country e Billboard lo rimuove dalla classifica delle Hot Country Songs. Senza sapere che la polemica in realtà farà poi la fortuna del brano: proprio sulla scorta di queste critiche, “Old Town Road” riceve l’endorsement di Billy Ray Cyrus, star del country nonché padre di Miley Cirus, che non si limita solo a spendere buone parole per Lil Nas. Firma infatti il remix definitivo del brano e partecipa alle riprese del video. Il resto lo conosciamo tutti: “Old Town Road” colonizza le radio di mezzo mondo per metà anno, arriva in prima posizione nella Billboard Hot 100, ci rimane per 19 settimane, diventa il brano più certificato nella storia americana.

Il coming out

Sempre nel 2019, mentre affronta (e supera) l’ansia di essere un one-hit wonder, durante il World Pride Day e il cinquantesimo anniversario dei moti di Stonewall, Lil Nas X dichiara la sua omosessualità. Con una serie di tweet, chiarisce il significato dietro all’ultimo brano del suo EP 7, “C7osure (You Like)”, in cui confessa di voler lasciarsi alle spalle la paura e abbracciare una più autentica espressione di sé. Non è il primo artista della scena rap e hip hop a fare coming out, è però il primo a farlo con una visibilità così ampia e in maniera sfrontata, rifiutando di sottomettersi all’omofobia del settore o al disprezzo di una parte del pubblico, accogliendo senza edulcorazioni l’immaginario queer e l’estetica gender-fluid.

Il suo ultimo singolo: “Montero (Call Me By Your Name)”

Orgoglio e sfrontatezza sono anche le due caratteristiche del progetto “Montero (Call Me By Your Name)”, che già dal titolo unisce esperienza personale a cultura queer. Il singolo, di nuovo breve (supera di poco i due minuti), viene accompagnato da un video che ha già fatto storia nella rappresentazione queer mainstream. In un climax di riferimenti biblici che culmina nell’iconica scena della lap dance negli inferi, Nas ribalta i discorsi omofobi radicati nel pensiero religioso e si autoincorona nuovo Lucifero, libero dal terrore del giudizio e pronto a esprimere pienamente la propria identità.

La novità di Nas sta tutta nella volontà di farsi rappresentate tenace della queerness, una volontà che emerge chiara nella nota che Nas dedica al se stesso quattordicenne:

“So che abbiamo promesso di non fare mai coming out pubblicamente, so che abbiamo promesso di non diventare mai “quel” tipo di persona gay, so che abbiamo promesso di morire con quel segreto, ma questo aprirà le porte a molte altre persone queer per semplicemente esistere. Vedi, mi spaventa molto. La gente sarà arrabbiata, mi diranno che sto forzando le persone ad accettare i miei programmi. Ma la verità è che lo sto facendo. Sto forzando il programma di lasciare la gente fuori dalla cazzo di vita degli altri e smetterla di dettare chi dovrebbero essere. Ti mando amore dal futuro.”

Lil Nas X

È il passaggio dalla fase dell’autocoscienza e quella dell’orgoglio che va oltre il proprio orientamento sessuale e che si esprime in tutto lo spazio e l’immaginario occupato da Lil Nas X: che si tratti di ballare la pole dance sui tacchi, di rispondere a tono ai commenti insensati e omofobi di rabbini ortodossi o cattolici conservatori, o di limonare Dominic Fike nell’ultimo video alluncinato e psichedelico dei Brockhampton, “Count on Me”.

Siamo lontani dai tempi in cui gli artisti gay affermati erano costretti a rimanere chiusi nel proprio armadio, continuare a cantare di donne o mantenere i riferimenti al proprio orientamento lontani dalla sfera artistica. Siamo davanti invece al nuovo modello di artista queer, abile nel muoversi in un mercato le cui logiche di produzione e visibilità sono cambiate rapidamente negli ultimi anni. Che non si lascia intimorire dalla perdita di seguito e popolarità. Capace di utilizzare l’ironia come arma dissacrante. Di unire nella propria rappresentazione profondità di esperienza emotiva e senso di appartenenza. E per questo, il mio io diciassettenne esulta fragorosamente di gioia.

Vuoi ascoltare le canzoni di Lil Nas X? Puoi ascoltarle sul profilo Spotify del MiX.