Il programma della 40esima edizione del MiX sta prendendo forma e sarà disponibile a breve.
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Serata di apertura condotta da Debora Villa, con ə performer di Italy Bares, saluti istituzionali dell’Assessore alla Cultura di Milano Tommaso Sacchi e intervento del Dott. Davide Moschese dell’ospedale Luigi Sacco
*con traduzione in LIS (Lingua dei Segni Italiana)
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Presentato al Sundance 2026, Leviticus segna l’esordio nel lungometraggio di Adrian Chiarella con un horror queer che intreccia coming-of-age, romance e soprannaturale. In una comunità cristiana fondamentalista dell’Australia rurale, due adolescenti sono costretti a reprimere il desiderio reciproco fino a quando una presenza oscura, capace di assumere le sembianze della persona amata, trasforma il senso di colpa in un incubo tangibile.
Più che sullo spavento, Chiarella costruisce il film sull’orrore della vergogna interiorizzata e della violenza esercitata in nome della fede, fa del mostro una metafora delle identità negate e rinnova la tradizione del genere come strumento di critica sociale restituendo un racconto intenso sulla repressione e sulla possibilità di sopravvivere a una società che trasforma l’amore in peccato.
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Malou ha quindici anni, vive in una piccola cittadina fiamminga e trova nel canottaggio il proprio rifugio, nonostante il bullismo delle compagne di squadra e una madre spesso assente. Il suo punto di riferimento è il fratello maggiore Max, con cui condivide un legame profondo destinato a incrinarsi quando entra nelle loro vite Nouria, la sua nuova fidanzata.
L’inaspettato innamoramento di Malou per la ragazza la costringe a confrontarsi con desideri che non sa ancora nominare, mettendo in discussione gli equilibri familiari e la percezione di sé. Con grande sensibilità, Cecilia Verheyden costruisce un intenso coming-of-age che intreccia la scoperta dell’identità, i primi amori e le relazioni familiari, evitando ogni facile etichetta.
Attraverso lo sguardo della sua protagonista, SKIFF racconta il coraggio di riconoscersi e di trovare la propria rotta anche quando la corrente sembra spingere nella direzione opposta.
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TIGER, scritto e diretto da Anshul Chauhan e ispirato a esperienze reali della comunità LGBTQ+ giapponese, è un intenso dramma ambientato nella Tokyo contemporanea. Taiga, massaggiatore gay di 35 anni, conduce un’esistenza precaria tra lavori saltuari e il desiderio di trovare un proprio posto nel mondo. Quando il padre si ammala gravemente, Taiga torna nella casa di famiglia e si ritrova coinvolto in un doloroso conflitto con la sorella Minami riguardo all’eredità. La donna sostiene che, essendo omosessuale e senza figli, lui non meriti una quota equa dei beni familiari e minaccia di rivelare il suo orientamento al padre. Tra legami familiari che si spezzano, il rapporto affettuoso con la nipote Kaede e la ricerca di una possibile stabilità, Taiga affronta il peso dell’emarginazione e della solitudine. un racconto autentico e commovente sull’identità, l’appartenenza e il prezzo da pagare per essere se stessi in una società ancora profondamente legata alle tradizioni.
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Ísis e Lourenzo sono una coppia trans e aspettano un bambino. Per loro, il percorso di cura e scoperta dell’attesa di un figlio diventa un’odissea attraverso il Brasile, uno scontro con un paese transfobico e impreparato davanti a una gravidanza portata avanti dal padre, Lourenzo, medicalmente tradizionale ma ‘diversa’ dal solito. Gli sguardi autentici e taglienti di Tainá Müller, attrice al suo esordio da regista, e della musicista Ísis Broken catturano la fatica di una battaglia sociale e personale. Una famiglia si mette a nudo, ci porta con sé in un viaggio che è anche un “album” intimo, musicale, e cinematografico, che mette in questione la normatività e suoi privilegi, che immagina e incarna nuovi modelli di famiglia.
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Bouchra è una regista e expat marocchina di 35 anni, e vive a New York. Nel rapporto a distanza con sua madre, prova disagio nella propria identità queer. Sarà proprio la linea telefonica a fare da tramite tra New York e Casablanca, a far fluire i non-detti tra madre e figlia, a colmare la distanza tra le serate nei club di Brooklyn e la quiete di una casa in Marocco. Una autofiction animata e meta-cinematica (nella storia Bouchra è regista, ma è anche personaggio, ed è come sua madre, un coyote) che riflette sui rapporti profondi, sulla loro difficoltà e sul lavoro che richiedono; sull’arte come strumento per scavare dentro di sè, ed esporsi, senza freni; sull’animazione come travestimento per far brillare la realtà di tutte le sue luci ed ombre; sull’identità di genere e sul potere della tecnologia.
Classe 2003, partita da Acireale (CT) alla volta di Milano, Vittoria è una cantautrice e chitarrista capace di raccontarsi in modo intimo e sincero: alla costante ricerca delle piccole cose. Già vincitrice di SanNolo 2026 e premiata al Musicante Award 2025 (Premio Pino Daniele) sta attualmente lavorando al suo primo disco.
Con la chitarra sempre in mano e testi dritti al punto, vuole raccontare delle storie: la sua musica è un invito gentile a fermarsi, chiudere gli occhi ed aprire il cuore.
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Presentato al Sundance e alla Berlinale 2026, Saccharine conferma Natalie Erika James tra le voci più interessanti dell’horror contemporaneo. Attraverso una premessa tanto macabra quanto plausibile, una dieta estrema basata sull’ingestione di ceneri umane, il film trasforma il body horror in una feroce riflessione sulla cultura della magrezza, sull’ossessione per l’immagine e sul consumo compulsivo alimentato dai social. La protagonista Hana, studentessa di medicina intrappolata in una spirale di insicurezza e desiderio di approvazione, diventa il veicolo di un racconto che intreccia orrore soprannaturale e disagio psicologico. James costruisce un’atmosfera perturbante, dove il corpo è insieme campo di battaglia e luogo della colpa, culminando in un finale visionario che porta alle estreme conseguenze il rapporto tra autodistruzione e ricerca dell’accettazione.
ProntoCIG è un servizio inclusivo, attento, e professionale per la comunità LGBTQIA+ che offre ascolto, orientamento e supporto emotivo. Un sistema di assistenza legale gratuita e accessibile per i casi di omobitransfobia e violenza che dal 1989 supporta chiunque abbia bisogno di sostegno psicologico.
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Con il suo lungometraggio d’esordio, Junna Chif firma un’opera che sfida gli stereotipi e restituisce complessità a soggettività troppo spesso relegate ai margini della rappresentazione. Elizabeth, performer di burlesque e sex worker a Montréal, affronta con lucidità la decisione di lasciare una professione vissuta fino a quel momento nel segreto. L’incontro con un ultimo cliente, un uomo con disabilità, apre però uno spazio inatteso di ascolto e riconoscimento reciproco, trasformando un rapporto di servizio in un confronto profondamente umano. Rifiutando tanto il vittimismo quanto la retorica salvifica, Chif costruisce un racconto attraversato da una sottile alternanza di dramma e ironia, in cui i personaggi non chiedono di essere redenti, ma semplicemente visti nella loro irriducibile complessità. Sorretto dalla magnetica interpretazione di Nadia Essadiqi, Invisibles è un esordio di notevole maturità, capace di interrogare il nostro sguardo e di restituire dignità narrativa a chi troppo spesso rimane, appunto, invisibile.
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Cuc è una “mamma tigre” – conservatrice, perfezionista e chiusa nella sua vita di provincia, – che aspira alla famiglia tradizionale vietnamita. Quando il figlio Quang, che da tempo vive ad Hanoi, fa coming out, per lei è un duro colpo. Per di più, nello stesso periodo la figlia Mai, neurodivergente e ribelle, resta inaspettatamente incinta. è così che Cuc, Quang e Mai si trovano a rivestire i nuovi ruoli, rispettivamente, di nonna, zio e madre. Con questo documentario, Quang apre un portale nel tempo tra diari e fotografie: un mosaico familiare di legami spezzati e ricuciti, che riporta ai suoi colori originali un passato sbiadito, di silenzi e non detti, mentre un nuovo ciclo inizia. Un’opera personale sul trauma intergenerazionale, sull’accettazione di sé e della propria famiglia (anche quando questa non ha una struttura tradizionale) raccontato con leggerezza, perché la piccola Guava possa crescere nell’amore mancato alla generazione precedente.
Le storie più belle, che ci restano addosso, sono sempre quelle dei personaggi.
Le loro contraddizioni, il coraggio che trovano, l’ombra con cui devono vedersela e le scelte che compiono.
A rendere queste storie davvero efficaci c’è anche un’altra cosa.
Quello che i personaggi non dicono.
Un desiderio, la paura, il passato, un errore o un sogno che nessuno deve sapere, una ferita o un conflitto. Cioè quel mondo interiore che vive sotto la superficie di un dialogo, e che, senza farsi vedere, è la forza che muove scelte ed eventi.
Ma come scrivere ciò che non viene mai detto?
Come portare in scena ciò che deve rimanere nascosto?
Il modo migliore è entrare nella vita segreta dei personaggi. In questa masterclass faremo un viaggio nel loro mondo invisibile e, attraverso esempi, analisi ed esercitazioni pratiche, scopriremo come portare alla luce quello che nascondono e come trasformarlo in racconto.
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Quando nel 1980 William Friedkin diresse il thriller Cruising – la comunità LGBTQ+ statunitense si scatenò in protesta. Fu Al Pacino stesso, protagonista nei panni di un detective, a definire il film, anni dopo averlo girato, exploitative. Friedkin portava sullo schermo il ritratto di un serial killer che seminava all’epoca terrore nei leather bar di New York, stigmatizzando l’ambiente e chi lo frequentava. L’ispirazione era in particolare quella dell’omicidio del reporter di Variety, Addisson Verrill. A quasi 50 anni di distanza, Jeffrey Schwarz, riapre un capitolo controverso della Storia queer in Mineshaft: The Cruising Murders, affidando a diverse voci e materiali d’archivio una nuova prospettiva sul film originale e sulle vicende che lo hanno ispirato, in un ‘true crime’ che è anche un inno al cinema come atto di resistenza culturale e personale.
Milano Checkpoint è un’organizzazione no-profit che accoglie tuttǝ in via Pergolesi 15, dove chiunque può trovare supporto per la propria salute sessuale. È uno spazio sicuro e non discriminatorio, nato dalla comunità per tutte le comunità.
Milano Checkpoint offre test gratuiti per l’HIV, Sifilide ed Epatite C, oltre che servizi di PrEP. Oltre ai test, Milano Checkpoint offre una valutazione del profilo di rischio con unə professionistə qualificatə per aiutarti a progettare la strategia di prevenzione più adatta.
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Mentre la Prima guerra mondiale infuria, Pierre, un soldato appena arrivato al fronte, è ansioso di mettersi alla prova. Nelle retrovie incontra Francis, il quale risolleva il morale dei suoi commilitoni allestendo spettacoli e rappresentazioni teatrali. Mentre il conflitto continua, entrambi gli uomini cercano un modo per sfuggire alla brutalità della guerra, finendo per scoprire cosa sia l’amore. A quattro anni dal Grand Prix Speciale della Giuria ottenuto con il suo secondo lungometraggio, Close, Lukas Dhont (classe 1991) torna in concorso a Cannes con un film che mette al centro il corpo e l’identità individuale, proprio come già accaduto in Girl, presentato nella sezione Un Certain Regard e premiato con la Camera d’or come miglior opera prima.
È possibile prenotare l’accesso alla Masterclass “Raccontare l’invisibile” con il regista Lukas Dhont, abbinata a questa proiezione, cliccando qui.
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“Non sono una signora, sono una Bagheisha Condominiale.”
Questa provocatoria dichiarazione italiana definisce il personaggio scenico della drag queen taiwanese Gin Gin: Bagheisha, un ibrido tra bagascia e geisha.
Per Gin Gin, le drag queen sono come le geishe: maestre di innumerevoli abilità, eppure raramente riconosciute come artiste serie, spesso ridotte a divertimenti o merci.
A seguire, si terrà uno spettacolo drag con la partecipazione di GinGin Mezzanotte, Medusa LaPesciua, Trysha e Lancaster The Hall. Per maggiori informazioni, clicca qui.
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Body Blow è un thriller noir queer ambientato nella vibrante e pericolosa notte di Sydney. Protagonista è Aiden, giovane agente sotto copertura travolto da uno scandalo per cattiva condotta sessuale e da una profonda dipendenza dal sesso. Trasferito nel quartiere LGBTQ+ di Oxford Street nel tentativo di rimettere ordine nella propria vita, Aiden incontra Cody, affascinante barista e sex worker segnato dalla droga e da un’esistenza ai margini. Tra i due nasce un’attrazione irresistibile che li trascina in una spirale di desiderio, ricatti e violenza. Quando un potente boss criminale della scena drag utilizza un video compromettente per ricattare Aiden, il poliziotto viene coinvolto in un pericoloso gioco di manipolazioni che lo conduce a una fuga disperata. Mentre la linea tra dovere e passione si fa sempre più sottile, Aiden dovrà scegliere tra la propria carriera, la verità e l’amore.
Mescolando erotismo, suspense e melodramma criminale, Body Blow reinterpreta il thriller anni Novanta da una prospettiva queer, offrendo una storia intensa sul conflitto tra identità, desiderio e redenzione.
Una serata imperdibile dedicata all’arte drag. Sul palco le straordinarie performance di GinGin Mezzanotte, Medusa LaPesciua, Trysha e Lancaster The Hall per uno spettacolo unico e ricco di colpi di scena.
Per assistere allo spettacolo drag è necessario prenotarsi alla proiezione del cortometraggio “Bagheisha condominiale” cliccando qui.
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Un viaggio intimo e profondamente politico attraverso il corpo, la memoria e il paesaggio. In Our Body Is an Expanding Star, Semillites e Tania Hernández Velasco trasformano la propria esperienza in un gesto cinematografico che intreccia documentario, animazione, collage e performance. Attraversando la pelle, i segni del corpo e i territori della loro storia familiare, i due ricostruiscono un’identità queer e meticcia liberata dalle narrazioni coloniali che hanno plasmato il loro rapporto con se stessi. Il percorso di transizione di Semillites si intreccia con una ricerca condivisa sulle loro origini, sulla genealogia e sull’appartenenza, dove antenati, fossili, fiori e insetti diventano guide di una costellazione affettiva che supera i confini tra umano e natura. Un’opera di straordinaria forza visiva e sensoriale, capace di reinventare l’autoritratto come pratica di resistenza, cura e immaginazione radicale.
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Presentato nella sezione Forum Expanded della Berlinale 2026, Uchronia di Fil Ieropoulos è un audace film-saggio che intreccia poesia, storia e immaginario queer in un’esperienza cinematografica radicale. Ispirandosi a Una stagione all’inferno di Arthur Rimbaud, il regista immagina il ritorno del poeta come spettro errante attraverso epoche e rivoluzioni, in dialogo con figure della dissidenza politica e sessuale. Più che ricostruire una storia alternativa, Uchronia mette in crisi l’idea stessa di temporalità lineare, trasformando il passato in un archivio vivente di resistenze ancora capaci di interrogare il presente. Tra performance, materiali d’archivio e suggestioni visionarie, Ieropoulos costruisce un’opera stratificata e profondamente politica, in cui il linguaggio sperimentale diventa strumento di riflessione sulle possibilità – e sui fallimenti – dell’emancipazione. Un manifesto poetico che invita a ripensare la memoria come spazio di lotta e di immaginazione collettiva.
Milano Checkpoint è un’organizzazione no-profit che accoglie tuttǝ in via Pergolesi 15, dove chiunque può trovare supporto per la propria salute sessuale. È uno spazio sicuro e non discriminatorio, nato dalla comunità per tutte le comunità.
Milano Checkpoint offre test gratuiti per l’HIV, Sifilide ed Epatite C, oltre che servizi di PrEP. Oltre ai test, Milano Checkpoint offre una valutazione del profilo di rischio con unə professionistə qualificatə per aiutarti a progettare la strategia di prevenzione più adatta.
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Il documentario esplora lo sport come pratica di incontro e cura, non esclusivamente performativa. Attraverso tappe come Pride Sport Arena (giugno 2025) e la Pride House di Milano Cortina 2026, intreccia voci di attivistə, persone con percorsi migratori e atleti olimpici. Al centro c’è l’intersezionalità dei diritti: identità multiple (provenienze, generi, orientamenti, abilità, fedi) e i bias che emergono quando si incontrano.
La prospettiva dei migranti apre la riflessione sullo sport come spazio di attivismo e appartenenza: il corpo che gioca racconta ferite, conquiste e relazioni, e la ricerca di riconoscimento oltre gli stereotipi. Il documentario mostra che costruire spazi sicuri richiede ascolto, fiducia e tempo condiviso; l’inclusione si costruisce attraverso gesti quotidiani di accoglienza e confronto. Corpo Politico si inscrive nella legacy delle Pride House olimpiche: raccoglie il testimone di Parigi 2024 e lo trasforma in documentazione viva per Milano Cortina 2026, destinata a diventare testimonianza aperta da consegnare a Los Angeles 2028, un ponte tra edizioni che racconta come lo sport possa costruire comunità inclusive e durature.
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Una storia d’amore con una differenza anagrafica significativa, ma anche un viaggio on the road tra gli sconfinati paesaggi del deserto; le voci indimenticabili di Patsy Cline ed Ella Fitzgerald: è Desert Hearts, il rivoluzionario dramma romantico del 1985 di Donna Deitch.
Tratto dall’omonimo romanzo di Jane Rule del 1964, questo amatissimo classico del cinema lesbico racconta la storia di Vivian Bell (interpretata alla perfezione da Helen Shaver), una rigida docente universitaria di New York che si trasferisce a Reno per ottenere rapidamente il divorzio, ma la cui vita cambia radicalmente quando incontra la scultrice Cay Rivvers (una irresistibile Patricia Charbonneau).
La loro amicizia, nata quasi per caso, si trasforma gradualmente in qualcosa di più profondo, spingendo Vivian, ormai prossima al divorzio, a rimettere in discussione sé stessa e il proprio futuro.
Ricco di desiderio, seduzione e di alcune delle battute più memorabili del cinema queer, il film dimostra perché il romance in costume di Donna Deitch continui ancora oggi a essere il modello di riferimento per tanti classici saffici realizzati negli anni successivi.
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