Presentato al Sundance 2026, Leviticus segna l’esordio nel lungometraggio di Adrian Chiarella con un horror queer che intreccia coming-of-age, romance e soprannaturale. In una comunità cristiana fondamentalista dell’Australia rurale, due adolescenti sono costretti a reprimere il desiderio reciproco fino a quando una presenza oscura, capace di assumere le sembianze della persona amata, trasforma il senso di colpa in un incubo tangibile.
Più che sullo spavento, Chiarella costruisce il film sull’orrore della vergogna interiorizzata e della violenza esercitata in nome della fede, fa del mostro una metafora delle identità negate e rinnova la tradizione del genere come strumento di critica sociale restituendo un racconto intenso sulla repressione e sulla possibilità di sopravvivere a una società che trasforma l’amore in peccato.