Presentato al Sundance e alla Berlinale 2026, Saccharine conferma Natalie Erika James tra le voci più interessanti dell’horror contemporaneo. Attraverso una premessa tanto macabra quanto plausibile, una dieta estrema basata sull’ingestione di ceneri umane, il film trasforma il body horror in una feroce riflessione sulla cultura della magrezza, sull’ossessione per l’immagine e sul consumo compulsivo alimentato dai social. La protagonista Hana, studentessa di medicina intrappolata in una spirale di insicurezza e desiderio di approvazione, diventa il veicolo di un racconto che intreccia orrore soprannaturale e disagio psicologico. James costruisce un’atmosfera perturbante, dove il corpo è insieme campo di battaglia e luogo della colpa, culminando in un finale visionario che porta alle estreme conseguenze il rapporto tra autodistruzione e ricerca dell’accettazione.